Tartaloto

La tartaruga incontra il fior di loto

La Tartaruga ha sempre viaggiato senza fretta, passeggiando tra epoche, miti e leggende, trovando al suo interno lo spazio della memoria per l’intero pianeta, divenendo simbolo e messaggera della Madre Terra.

Ti chiedo, per favore, di metterti nei panni di questa Tartaruga per concederti cinque minuti di rallentamento dalle tue attività.

Il Tartaloto è una Tartaruga sul cui guscio è sbocciato un fior di loto.

Tartaloto

Questo è l’incontro tra una tartaruga in cui mi identifico [solo per lentezza di esecuzione di alcuni progetti] e un fior di loto composto da sette petali, uno per ogni persona che contribuisce a diffondere un messaggio fondante dello Yoga, il Karma Yoga cioè lo Yoga del “FARE”.

Il Tartaloto è una curiosa associazione in Crema, quella della porta accanto, la cui l’atmosfera ti catapulta in una dimensione di cui ti dimentichi spesso, quella del respiro interiore.

Entro accolta dai sorrisi di Marina, Licia e Giovanna e da un delicato profumo di incenso; tolgo le scarpe e avviene un primo contatto diretto tra me e questo nuovo ambiente, in silenzio, quasi ho paura di romperlo per chiedere informazioni.

Qui, si trasmette la cultura di due antichissime discipline olistiche, lo Yoga e il Tai Chi, entrambe volte a ricercare l’armonia nell’uomo, dei suoi mondi: il mondo fisico, quello psichico e quello mentale.

Propongono corsi rivolti a tutti coloro che sono alla ricerca di un benessere psico fisico.

Dato che, mi pare di comprendere, non esiste età inadatta a queste discipline posso fare un respiro di sollievo, poi mi rivolgo a Licia.

Licia
Licia Tumminello

Licia, mi spieghi che relazione esiste tra respirazione e yoga?

Lo Yoga è intimamente connesso col respiro. Alla base di ogni sequenza di movimento (Krya) o posizione statica (Asana) c’è la consapevolezza del respiro e l’attenzione alla maniera di respirare.

Lo Yoga ha precise regole per gestire il respiro ed una branca importantissima e molto curata nei nostri corsi è costituita dai Pranayama, parola che potrebbe tradursi in “controllo del respiro” ma che in realtà è molto, molto di più.

Controllo del respiro e dunque dell’energia vitale: in che modo lo yoga contribuisce al rilassamento di un individuo?

Lo Yoga attraverso l’esecuzione di Asana e Krya accompagnate da una corretta gestione del respiro, scioglie le tensioni dei muscoli e delle articolazioni, scioglie i blocchi a livello fisico e psichico ed ha il potere di calmare la mente.

Fabiola tieni presente che una fase di rilassamento guidato è il completamento necessario e conclusivo di tutte le sedute di Yoga.

Licia, per la sfera fisiologica e i problemi legati ad ansia, stress, depressione come riconoscere il corso più adatto?

Lo Yoga è una disciplina che porta al benessere psico fisico.

Attraverso l’alternanza di movimento e relax, posture e contro posture, sempre accompagnate da profonde e lente respirazioni, il beneficio si riscontra a tutti i livelli: miglioramento dell’umore, dell’attenzione, maggiore chiarezza di pensiero.

A livello strettamente fisico: tonicità, miglioramento della postura, scioglimento delle articolazioni, ammorbidimento della colonna, aumento della forza muscolare, coinvolgimento della muscolatura profonda.

Chi pratica Yoga comprende, attraverso la pratica, che questa disciplina apporta sottili cambiamenti nel proprio approccio alla vita e per molti diventa un vero e proprio stile di vita.

Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile. M. K. Gandhi

Sono affascinata dallo Yoga della Forza ed al legame che viene a generarsi tra fisico, stato emotivo e mentale, Marina ha un’origine comune con la mindfulness?

C’è una correlazione in quanto entrambe si fondano da tradizione millenaria della meditazione buddista.

  • L’Hatha Yoga (Yoga della Forza) coinvolge tutte le parti del corpo tonificando muscoli, articolazioni e l’intero sistema scheletrico.

Stimola il sistema ghiandolare, agisce sugli organi interni, stimola anche il sistema nervoso e libera grandi risorse energetiche attraverso la pratica del rilassamento fisico e mentale.

  • La mindfulness è un modo particolare di portare l’attenzione, un allenamento per comprendere i segnali del nostro corpo e pensieri senza giudicarli. Non si tratta di una pratica di rilassamento.
Marina
Marina Serina

Grazie Marina, approfondirò gli aspetti della mindfulness, nei prossimi articoli. Torniamo allo Yoga, da un punto di vista sociale può diventare una forma complementare per terapie, dato che ci sono delle ricerche scientifiche?

Lo Yoga è stato positivamente sperimentato per fronteggiare le situazioni di stress nei luoghi di lavoro, per migliorare l’umore, la concentrazione e, di conseguenza, per migliorare la produttività del personale.

Purtroppo il taglio ai costi di gestione nelle aziende non permette di istituire corsi di Yoga al personale, che ne trarrebbe però ampio giovamento.

Investire in questa disciplina nell’ambito dei luoghi di lavoro sarebbe molto interessante e produttivo, perché – è sperimentatolo Yoga rilassa, rigenera l’individuo, e apporta innegabili risultati su miglioramento della concentrazione, dell’attenzione e sulle capacità del singolo di gestire i fattori di stress.

Crescita felice individuale – profitto in termini di benessere e miglioramenti relazionali. Esistono pratiche complementari allo Yoga a supporto dei progetti che state realizzando?

Lo Yoga è una disciplina olistica e come tale va ad agire su più piani dell’essere umano osservandolo e agendo nella sua complessità ed interezza.

Lo Yoga è una pratica complementare ad alcune terapie tradizionali quali ad esempio la fisioterapia e la psico terapia; è inoltre una disciplina che si affianca con successo al lavoro dei preparatori atletici, per portare scioltezza e distensione al corpo fisico, calma alla mente e alle emozioni.

Nello specifico al Tartaloto, dal 2015, abbiamo avviato con successo corsi per persone colpite dalla malattia di Parkinson e corsi per portatori di handicap psicomotori.

Abbiamo avviato una collaborazione con l’Associazione il Seme per la Pratica dello Yoga con ragazzi con diverse abilità: questi due esempi fanno parte del nostro progetto di Yoga senza confini.

Giovanna
Giovanna Pamiro

Belle iniziative, complimenti. Giovanna che strumenti utilizzate nelle pratiche di Yoga, ci sono supporti tecnologici che possono essere d’aiuto?

Per tradizione la nostra scuola non fa uso di attrezzature meccaniche/elettroniche che possano coadiuvare i movimenti o le posture durante la pratica. Non siamo una palestra ma una scuola di Yoga. Attrezzi semplici, come corde, bastoni, mattoncini sono in dotazione nel nostro centro e possono essere utilizzati in base alle necessità degli allievi.

Come supporto tecnologico alla pratica ha avuto molto successo e buon utilizzo il video delle sequenze Yoga appositamente studiato per gli allievi dello Yoga for Parkinson.

Noi operatori olistici come possiamo essere di supporto, forse creando uno stato ulteriore di quiete e distensione?

La nostra scuola insegna varie tecniche di rilassamento. Uno stato di quiete e distensione possono essere ottenuti da ognuno di noi con l’ascolto del nostro respiro lento e ininterrotto che riempie e svuota i nostri polmoni.

Ogni allievo fa ciò che sente, il nostro ruolo da insegnanti è quello di favorire la sua crescita in modo graduale accompagnando attraverso la sperimentazione della propria consapevolezza, mattone dopo mattone.

Giovanna, vuoi lasciare un consiglio e un esercizio pratico?

Un primo consiglio, nell’agire quotidiano è quello di fare ogni cosa con consapevolezza e fare cose che accrescano la nostra felicità e la nostra pace.

Un esercizio pratico potrebbe essere quello di concentrarsi al mattino ad ascoltare il proprio respiro fluire nei polmoni, in una posizione comoda: magari seduti su di una sedia con la colonna vertebrale ben allineata o anche distesi su di un tappetino appoggiato a terra.

La parola d’ordine è pazienza. Per arrivare alla propria evoluzione e consapevolezza armonica di quanto tempo realmente c’è bisogno?

Non c’è un tempo prestabilito. Ognuno di noi in base ai propri ritmi e cicli può arrivare alla consapevolezza, alla calma e all’armonia in “un tempo” non misurabile.

Il ritmo, la routine e la ripetizione sono tre principi fondamentali che applicati alla pratica (sarebbe buona cosa quotidiana) favoriscono l’evoluzione.

Per produrre o riprodurre in autonomia questa armonia è obbligatorio partire dal silenzio? Ci si può lasciare guidare dal suono?

Nella nostra scuola il suono come sottofondo è benvenuto nei momenti conviviali, ma durante la pratica non lo utilizziamo.

Cosa invece diversa è la realizzazione di antiche pratiche che prevedono l’emissione di suoni da parte del praticante ma questa è un’altra cosa. Accompagniamo sempre le nostre pratiche con una candelina accesa per la ricerca della luce interiore e incensi utili alla purificazione dell’aria e induttori alla concentrazione e al raccoglimento.

Il silenzio è sicuramente la condizione ideale per poter iniziare una pratica anche se in realtà il silenzio è dentro di noi perché, per paradosso, anche in una strada trafficata possiamo con concentrazione e consapevolezza trovare la pace interiore.

“In un certo senso mi piace vederla come meditazione costruttiva, per raggiungere il proprio stato di quiete, per trasmetterlo anche agli altri”.

«Una conoscenza d’insieme della filosofia yoga può risvegliare un maggior interesse per l’integrità ed il comportamento etico, oltre a favorire atteggiamenti mentali positivi. Una visione più consapevole e sensibile del fenomeno della vita rende il praticante un membro prezioso per la comunità sociale.»

Yogamaharishi Dr. Swami Gitananda Guru Maharaj

Sono entrata al Tartaloto per avere informazioni per una ricerca ne esco arricchita. Al ritorno assaporo ogni passo verso casa; ho una strana voglia di FARE e di scrivere, dopo tanto tempo, un articolo.

Forse il ruolo temporaneo di tartaruga acquisisce un senso, un nuovo ciclo.

Yoga
Da sinistra: Denise-Marina-Giovanna-Licia, sotto Rosaria

Un grazie quindi alle cinque insegnanti di Yoga che hanno creato un ambiente sereno

  • alla psicomotricista collaboratrice di Yoga for Parkinson Laura Pampallona 
  • all’insegnante di Tai Chi Giuseppe Guglielmino
  • al loro Maestro spirituale che permette loro di migliorarsi con approfondimenti costanti delle tecniche attraverso seminari e percorsi interni.

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P.S. Dimenticavo, terranno una conferenza domenica 16 giugno al Festival dello Yoga a Crema in sala Pietro da Cemmo dalle ore 17.00, vieni a conoscerli di persona o al Tartaloto!

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Il Tartaloto è in via Teresine, 2B a Crema CR

Telefono 348 912 0931

Sito: www.tartaloto.org

Facebook: Tartaloto Yoga Rishi Crema

Mail: info@tartaloto.org

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Questo articolo è la continuazione dello spazio di approfondimento del progetto Fa.Re. sui professionisti del benessere.

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