Daniela di Ciaccio, [mi] aiuti a fiorire?

La genialità delle organizzazioni positive 

Ho davanti dei girasoli, gli ultimi di questa stagione.

In queste settimane mi sono chiesta più volte cosa significhi realmente prendersi cura dell’ambiente in cui vivo e lavoro. Dovevo capire in prima persona e fare uno sforzo ulteriore, un’immersione, per comprendere appieno cosa implichi essere parte attiva di un’organizzazione positiva. Poi la decisione di chiedere a chi della positività ne ha fatto uno studio e lavoro.

Introduco così una ricercatrice indipendente, autrice di un libro e divulgatrice della Scienza della Felicità. Talent scout di Organizzazioni e Geni Positivi ma anche imprenditrice e insegnante di Yoga.

Chi è Daniela di Ciaccio?

Mi piace raccontarmi così. Ho un tatuaggio sulla spalla destra: è una barca che ha una vela come le ali di una farfalla e lascia come scia il mantra So Ham (dal sanscrito “Io sono Colui che è”), che nella filosofia vedica significa identificarsi con l’universo o la realtà ultima.

Scendendo ad un livello di identificazione terreno direi che sono un’appassionata di persone e conoscenza, un’anima gioiosa e curiosa, sempre alla ricerca di esperienze significative per aumentare la consapevolezza e il benessere che mi piace condividere con gli altri per ispirarli a fare lo stesso.

La Scienza della Felicità 2bhappy 19 Maggio 2017
Daniela di Ciaccio

Dal 2012 mi sto dedicando alla ricerca e alla sperimentazione di pratiche spirituali e modelli integrati per il cambiamento positivo di persone e sistemi, così nel 2015 ho fondato insieme a Veruscka Gennari 2BHappyAgency, un hub metodologico guidato dal proposito evolutivo di realizzare la felicità prima di tutto e per tutti. Per rendere operativo e concreto questo scopo stiamo divulgando il concetto che la felicità è una competenza che possiamo allenare e che ci consente di ridefinire il paradigma della nostra convivenza da ego-sistemico ad eco-sistemico.

Lavoriamo tanto per aggregare tutti i professionisti che come noi credono in questa visione e ogni giorno lavorano per costruire benessere a vantaggio degli individui e nelle organizzazioni.

Con questi professionisti andiamo a realizzare progetti di trasformazione positiva delle organizzazioni, intese non solo come aziende ma anche come scuole, ospedali, governi, sistema dell’informazione.

“Operiamo affinché in ogni luogo di relazione le persone possano fiorire e i sistemi evolvere in maniera sostenibile e duratura” Daniela di Ciaccio

Perché è così importante iniziare a parlare di felicità. C’è un episodio che ti ha fatto scegliere la strada della felicità?

Il mondo del lavoro e l’intera società sta attraversando una vera e propria crisi a tutti i livelli: dell’engagement, sociale, ecologica e spirituale.

Solo alcuni dati per dare un’idea.

1 persona su 4 è clinicamente depressa e ci sono 800.000 suicidi l’anno (1 persona ogni 40 secondi si toglie la vita e il tasso di suicidi sta crescendo tra i giovani).

L’87% dei lavoratori nel mondo è demotivato.

8 miliardari possiedono una ricchezza pari a quella posseduta dal 50% della popolazione mondiale.

Stiamo letteralmente “consumando” in media 1,5 volte il nostro Pianeta.

L’infelicità dilaga e l’ho sperimentata anche io nella mia vita sebbene a molti non fosse evidente.

Sono sempre stata vista come una persona solare ed energica, aperta e disponibile, piena di interessi e progetti, una professionista seria e in grado di realizzare tutti gli obiettivi che mi ponevo. Insomma la ragazza perfetta con una vita perfetta e il lavoro perfetto: stimolante e a tempo indeterminato!

In realtà sotto la punta di questo iceberg, che solo apparentemente splendeva, c’era una costante irrequietudine interiore, che invece di andare ad ascoltare e conoscere ho cercato di reprimere, riempiendo la mia vita e costruendo un’immagine di me basata su ciò che il mondo esterno reputava giusto, buono, sano, bello, di valore.

Ma il mio Mr Hyde ad un certo punto ha preso il sopravvento e nel 2014 avevo generato un tale livello di entropia che il bel castello di carta è collassato: totale insensatezza del lavoro che facevo e stress mentale ai massimi livelli, crisi matrimoniale e insostenibilità economica della mia vita.

Sono andata in giro per il Mediterraneo e poi India per ritrovarmi e per capire se e come si può essere autenticamente felici e lì ho scoperto che le tradizioni spirituali millenarie non solo avevano già trovato le risposte alle mie domande ma stavano insegnando le loro pratiche integrandole con le più recenti scoperte in ambito neuroscientifico.

E’ stata un’illuminazione!! Grazie allo Yoga e alla meditazione in particolare ho fatto il mio percorso di immersione in me stessa, (che continua ogni giorno).

Ho imparato ad ascoltarmi, a riconoscere tutti i miei modelli mentali disfunzionali, a controllare e calmare la mia mente programmata e a lasciar emergere il mio vero Sé e la mia vocazione. Ho realizzato che potevo tornare a casa e non solo raccontare che esisteva una Scienza della Felicità ma che funzionava, perché l’ho sperimentata in prima persona.

Si parla tanto della scienza della positività, cosa intendi per organizzazioni felici?

Sono luoghi di lavoro ma anche di studio, di cura, di relazione e di partecipazione in cui le persone si sentono sicure, soddisfatte, connesse agli altri, coinvolte e rigenerate.

Attivare benessere dalle pratiche positive equivale a dire combattere lo stress ottenendo miglioramenti solo a livello fisico o c’è dell’altro? Come possiamo attivarle consapevolmente?

La riduzione dello stress e il miglioramento della salute delle persone sono solo due tra gli innumerevoli vantaggi che si ottengono investendo sulla cultura della positività.

Abbiamo 15 anni ormai di scoperte scientifiche e chilometri di ricerche sul campo condotte in tutte le tipologie di organizzazioni intorno al mondo, anche in Italia, che dimostrano ad esempio il miglioramento di tutti i risultati di business: +300% di innovazione (HBR), +44% di retention (Gallup), +37% di vendite e +31% di produttività (S. Schor).

Questo per effetto della chimica positiva: sappiamo cioè che il cervello in uno stato positivo performa significativamente meglio di quando è neutrale o sotto stress: aumenta la creatività, la memoria, la capacità di vedere soluzioni alternative, l’ascolto e di conseguenza si produce di più e meglio.

Le organizzazioni positive sono guidate da leader che hanno sperimentato innanzitutto su se stessi le pratiche di benessere e di cura e scelgono quindi di diffonderle e praticarle anche nelle organizzazioni perché sanno che funzionano.

Sono pratiche diverse che puntano sull’attivazione di chimica positiva e hanno a che fare col ripristino di comportamenti caratterizzati da gentilezza, gratitudine, rispetto, apertura al confronto, supporto e collaborazione e possono riguardare il modo in cui si comunica, si mandano mail, si iniziano e si conducono le riunioni, si definiscono compiti, ruoli e si lavora insieme.

arc art bass bowed string instrument
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Una di queste pratiche potrebbe essere l’utilizzo della musica in forma attiva. Possiamo fare una similitudine tra le corde di uno strumento ed il legame che unisce un individuo alla sua voce interiore, la voce del cuore che alcuni definiscono anima?

La fisica e tutte le ricerche di frontiera multidisciplinari stanno dimostrando che tutto è energia e la vibrazione è all’origine dell’universo.

Sappiamo che le diverse emozioni, che sono molecole, ci fanno vibrare a frequenze diverse e che nello specifico, emozioni piacevoli ed elevate come la gratitudine, la compassione e l’amore generano un campo armonico, capace di mettere in risonanza e coerenza cuore e cervello e tutti gli altri organi nel nostro corpo, generando quindi efficienza e salute.

Masaru Emoto, un ricercatore giapponese, ha condotto esperimenti meravigliosi sulla memoria dell’acqua, dimostrando come questa, sottoposta a frequenze diverse, come la musica di Bach, Mozart o l’heavy metal, cristallizzasse in forme molto diverse passando dalla precisione geometrica all’equilibrio al disordine.

La musica ha dunque un enorme potere trasformativo, equilibrante, non a caso in tutte le religioni e le culture canti e mantra sono sempre stati utilizzati per attivare processi di elevazione, guarigione etc..

Sei una formatrice, come è possibile attivare il genio positivo presente nelle persone attraverso un percorso di crescita? È possibile intervenire anche a livello sociale ed in modo etico? 

Ognuno di noi ha in sé un potenziale infinito di risorse incredibili e il potere di creare e realizzare la realtà che desidera. Se non lo riconosciamo o non ci crediamo è perché siamo pieni di modelli mentali e convinzioni limitanti – programmazioni inconsce – che sono il frutto della società e di decenni di cultura basata sulla separazione, sul conformismo, sulle aspettative esterne da soddisfare per essere considerato giusto, buono, saggio.

Il percorso di crescita inizia nel momento in cui si decide di far spazio alla propria voce interiore e con pazienza e allenamento si sceglie di mettere la propria felicità al centro. Quando s’inizia ragionare della propria felicità in maniera autentica e a mettere in discussione i propri modelli mentali, si scopre che alle radici della felicità c’è un concetto di interdipendenza e interconnessione molto forte.

La felicità non è più qualcosa di egoistico, non è il “mio” piacere, ma è dinamica di espansione, apertura e connessione che riguarda il sentirsi parte di un tutto e vedere il tutto in ogni parte.

Ecco perché la felicità può diventare il paradigma per rifondare in modo etico, sano e sostenibile, il mondo del lavoro, delle organizzazioni e l’intera società.

Quando si parla di ottimizzare le risorse, quali sono per te le figure che possono contribuire alla creazione di organizzazioni positive, magari complementari alla tua professione? 

Da quando abbiamo iniziato a occuparci di felicità abbiamo incontrato decine e decine di professionisti preparati: persone che avevano affiancato alla loro carriera manageriale o professionale una solida formazione nei campi della crescita personale, del benessere, della gestione dei conflitti e dello sviluppo del potenziale.

Noi crediamo che tutte queste straordinarie energie e competenze possano dare una spinta fondamentale al nostro sogno. Per questo ci impegniamo a mettere insieme un network di felicitatori, una rete di geni positivi ampia, forte, accomunata da valori come l’umanità, la cooperazione, il bene comune, con cui realizzare la trasformazione positiva delle nostre organizzazioni, delle comunità e dei sistemi sociali.

Accogliamo in questa rete esperti del benessere, dello sviluppo personale, i coach, i counselor, i trainer e i consulenti ma anche gli insegnanti, gli educatori e gli esperti di salute, insomma tutti coloro che ogni giorno lavorano con dedizione, competenza e responsabilità per far star bene e far fiorire le persone, per creare contesti di lavoro, di studio, di cura e di relazione armonici, cooperativi e sicuri.

Cosa ne pensi di tutti quegli strumenti e/o supporti tecnologici che possono velocizzare l’attivazione di pratiche positive?

Penso che sono strumenti appunto e che la differenza di efficacia la determini sempre il livello di saggezza dell’utente. Non possiamo più prescindere dall’evoluzione della tecnologia, c’è chi è intimorito dal progresso dell’intelligenza artificiale che – stando ai dati attuali – nel 2049 sarà 1 miliardo di volte più intelligente di noi esseri umani.

Per vincere la paura della realtà e degli strumenti che stiamo costruendo dobbiamo informarci. Se lo facessimo tutti di più scopriremmo solo per fare un esempio che le macchine super intelligenti, i robot, apprendono come i bambini, cioè osservando la realtà e definendo modelli per organizzare ciò che vedono.

Se vedono odio, violenza, distruzione, invidia, competizione, è questa l’intelligenza che svilupperanno.

Se vedono collaborazione, amore, gentilezza, supporto, svilupperanno saggezza.

Siamo noi, oggi, che possiamo e dobbiamo assumerci la responsabilità di decidere cosa vogliamo insegnare ai robot e quindi iniziare a mostrare loro il set di valori che vogliamo che essi adottino. Ad una persona saggia non verrebbe mai in mente di spingere il pulsante della bomba atomica perché sa che distruggendo gli altri distrugge se stesso. 

person holding black pen
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Noi operatori olistici come possiamo esserti di supporto, creando uno stato di frequenza e rilassamento fisico ottimale?

I professionisti olistici fanno un lavoro straordinario, soprattutto di questi tempi in cui come ho già detto, affrontiamo crisi a tutti i livelli. Il benessere fisico è la porta per l’equilibrio e per l’armonia del sistema.

Sarà sempre più importante il vostro ruolo perché per le sfide che dobbiamo affrontare avremo sempre più bisogno di persone sagge, capaci di scegliere con lungimiranza.

La saggezza e la lungimiranza sono qualità che si attivano da dentro, da una condizione di benessere fisico, mentale e psicologico.

Raccontaci del progetto 2BHappy e, se vuoi, lascia qualche anticipazione sui tuoi prossimi interventi. 

2BHappy sta facendo un enorme lavoro soprattutto in questi mesi di divulgazione perché c’è bisogno che le nuove informazioni su come funzioniamo e sulle sfide che abbiamo davanti come società devono arrivare ad un numero sempre maggiore di persone e soprattutto di influencer.

Abbiamo bisogno di fare massa critica ed è per questo che siamo impegnate – solo per fare degli esempi reali alle prossime settimane – da Cremona al festival MondoMusica, a Riccione al Business Tasting 2.0, a Rimini al Congresso di Yoga della Risata, a Milano al Festival della Crescita, ma anche con Fermanager a Bologna e così via.

Tutti i nostri appuntamenti sono aggiornati sulla pagina Facebook di 2bhappy (www.facebook.com/2bhappyitalia/)

Un consiglio per essere felice in meno di un minuto?

Per essere felice in meno di un minuto suggerisco di sedersi in una posizione comoda con la schiena dritta, chiudere gli occhi, rilassare spalle e volto e rimanere in osservazione del proprio corpo, provando a sentire ogni sensazione interna, ogni rumore esterno, ad accogliere senza giudizio ogni immagine mentale ma a lasciarla andare immaginando di soffiarla in una bolla di sapone.

Spostare poi l’attenzione alla punta del naso e rimanere in osservazione del proprio respiro, senza forzarlo, semplicemente diventare consapevoli del flusso d’aria che entra ed esce continuamente.

E’ una pratica breve che si può fare ovunque e che ci allena a costruire lo spazio interiore per rispondere agli stimoli esterni da una condizione di calma e non di stress.

E’ una pratica che se allenata abitualmente ci riconnette al nostro Sé più autentico, alla nostra voce e sperimentare la vera felicità.

Ti occupi degli altri ma, attenzione alla domanda scomoda, come fiorisce l’anima ed il genio positivo di Daniela di Ciaccio?

Gli altri sono un’altra me, sono Io, e io sono uno specchio per gli altri. E’ inevitabile quindi che mi occupi e mi prenda cura di me stessa e del mio benessere. Dedico un’ora al giorno alla pratica dello yoga, medito tutti i giorni e trovo spazio fisso per coltivare le mie relazioni e le mie passioni (vela, passeggiate in montagna, lettura).

“Scelgo ogni istante con consapevolezza la felicità” Daniela di Ciaccio

Che ruolo gioca la speranza nella tua costante ricerca attiva?

La speranza per me è una scintilla per l’azione. Ci sono persone che guardano il mondo esterno, la propria vita e dicono speriamo che non mi succeda nulla, speriamo che vada tutto bene ma poi non fanno nulla, si limitano a sperare aspettando che qualcosa accada o cambi la situazione. Io più che sperare mi attivo, scelgo in ogni momento qual è la realtà che voglio creare, il mondo in cui voglio vivere e vivo di conseguenza, la creo e mi diverto più!

Una semina attenta, una cura costante. La scintilla. Daniela ho capito come attivarmi e, forse stavolta, avrò modo di offrire una fioritura più consapevole, tutta nuova. Grazie, ti aspetto a Cremona!

Certo Fabiola ci vediamo presto.

Osservo di nuovo i girasoli per comprendere il senso della fioritura; una crescita in espansione, un’emozione. La stessa di quando sei felice.

Quasi dimenticavo, non so se siano i tuoi preferiti, questi fiori sono per te!

woman holding bunch of sunflowers
Photo by Kristina Paukshtite on Pexels.com

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Spazio di approfondimento del progetto Fa.Re. sui professionisti del benessere.

Intervista alla sociologa #11

Prova a fare qui sotto la tua domanda §comoda e chiedi un consiglio personalizzato, la dott.ssa Daniela di Ciaccio ed io saremo felici di risponderti

Ecco dove puoi trovare altre informazioni sulla dott.ssa Daniela di Ciaccio

Il Libro abstract goo.gl/eyk82P

Daniela Di Ciaccio e Veruscka Gennari, La Scienza delle Organizzazioni Positive. Far fiorire le persone e ottenere risultati che superano le aspettative, 2018, Franco Angeli

Sito www.2bhappy.it

LinkedIn https://www.linkedin.com/in/daniela-di-ciaccio-8b75659/

Facebook https://www.facebook.com/daniela.d.ciaccio

Mail dani@2bhappy.it

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