Paola Grassi, un’energia positiva

Usabilità e creatività delle risorse umane

Mi sono proposta, caro lettore, di rispettare l’appuntamento periodico sulla domanda scomoda ecco perché anche oggi mi impegno a scrivere per te.

Voglio proporti un tuffo in un argomento che meriterebbe molto più spazio per essere approfondito; solo pochi spunti da riprendere poi, con calma, al tuo rientro dopo le vacanze.

La professionista con cui ho scambiato chiacchiere e riflessioni è la dott.ssa Paola Grassi, consulente manageriale in HR, Life & Executive Coach, specializzata in Psicologia e Leadership positiva, operatrice di BenEssere e libera ricercatrice.

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“Mi definisco una libera ricercatrice: la mia innata curiosità di esplorare, di conoscere, di andare oltre e l’amore per l’apprendimento mi hanno spinta a ricercare sempre nuovi strumenti per arricchire le mie conoscenze e approfondire metodi per lo sviluppo delle potenzialità dell’individuo”. Paola Grassi

“Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare” Socrate

Paola, un pensiero riguardo al benessere. Parto sempre da questo concetto nelle domande che pongo ai professionisti. Voglio partire da una prospettiva diversa e fare una domanda al contrario: cos’è il malessere in azienda?

La parola malessere indica uno stato di generica sofferenza, d’inquietudine, di scontento. In azienda può dipendere da diversi fattori: stress lavorativo, conflittualità con colleghi, mancanza di informazioni chiare, difficoltà comunicative, mancanza di ascolto, mancanza di motivazione e realizzazione, chiusura alle novità, approccio lavorativo sterile e poco flessibile.

Quindi l’importanza dell’equilibrio psicofisico in ambito lavorativo va ad incidere sul modo con cui ci poniamo?

Mantenere un buon equilibrio psicofisico è fondamentale per rimanere in salute in ogni ambito.

Soprattutto in ambito lavorativo, saper gestire per esempio lo stress ci consente di mantenere in buon equilibrio le nostre funzioni e di non incidere negativamente sulle altre aree della vita.

Migliorare la percezione che le persone hanno, a primo impatto, equivale a dire miglioramento del processo produttivo?

Il ruolo delle persone nei processi di miglioramento è fondamentale.

Oggi è fondamentale per un’azienda che vuole essere e mantenersi competitiva avere quello che io chiamo “miglioramento ossessivo”, non soltanto in termini di qualità di offerta del prodotto e cura del cliente, ma e soprattutto è necessario investire nella crescita, nella responsabilizzazione, nella motivazione delle risorse umane, che poi di fatto sono il vero patrimonio dell’organizzazione.

Che relazione c’è tra la qualità di vita, equilibrio e autostima. Come sarebbe possibile usare le proprie risorse per avere più energia.

Più che pensare ad usare le nostre risorse per avere più energia, preferisco pensare a come allontanare dalla mia vita tutto ciò che mi toglie energia!

L’autostima è la considerazione che ognuno ha di se stesso, in cui viene valutato il proprio operato.

Questo processo è influenzato dalle nostre percezioni su noi stessi ma che a loro volta sono influenzate dai feedback provenienti dall’esterno.

E’ una percezione di noi stessi e della relazione con il mondo esterno.

Migliorare la propria qualità di vita implica un miglioramento del nostro equilibrio e della nostra autostima. Ecco perché un ambiente di vita familiare o lavorativa “tossico” influenza inevitabilmente le nostre percezioni in maniera negativa.

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Capisco, io li chiamo gli ambienti grigi, non tanto per gli spazi ben studiati ed organizzati, piuttosto per l’umore che riescono a generare alcuni atteggiamenti delle persone che li abitano. Noto come tante idee nascano da esperienze personali e queste ultime portano ad un inevitabile confronto, una misurazione tra realtà e dato oggettivo.

Un dato oggettivo è una realtà che si trova al di fuori della nostra mente.

La maggior parte delle idee nascono da esperienze personali, le quali molto spesso generano innovazione perché frutto di un bisogno di cambiamento o rinnovamento,  generando poi il manifestarsi delle potenzialità, a volte fino a quel momento inespresse.

Molto spesso assistiamo ad un fenomeno adattivo tra il dipendente e l’ambiente lavorativo.

Esiste una teoria dell’adattamento persona/ambiente secondo la quale è possibile misurare oggettivamente la persona e l’ambiente e poi in un secondo momento la percezione che il soggetto ha sia di sé, sia dell’ambiente che lo circonda.

Lo stress secondo questa teoria può essere inteso come la discrepanza tra persona e ambiente all’interno del contesto lavorativo. Di fatto, le richieste oggettive dell’organizzazione, le caratteristiche soggettive dell’ambiente lavorativo e del singolo soggetto rappresentano i parametri fondamentali per una corretta misurazione della realtà aziendale.

Come possiamo capire che necessitiamo di un percorso di crescita individuale o di team; che segnali dovremmo tenere monitorati in azienda per richiedere un intervento integrato?

Il primo segnale è lo stato d’animo dei collaboratori: episodi di malcontento, frustrazione, rabbia spesso vengono ignorati, ma anche errori ricorrenti, allungamento dei tempi di esecuzione di un lavoro, scarsità di comunicazione interna dei gruppi di lavoro, poca collaborazione, comportamenti critici e poco collaborativi, aumento dell’assenteismo.

In generale tutti quegli atteggiamenti che innescano una spirale negativa di comportamenti ad essi collegati con conseguente deterioramento dei rapporti e della produttività.

Cosa ne pensi di tutti quegli strumenti, supporti che la tecnologia ci propone, che possono facilitare tue sessioni di coaching integrato?

Personalmente penso che ogni strumento che può portare innovazione e miglioramento è il ben venuto nel mio lavoro (e nella mia vita personale)!

Come noi operatori olistici possiamo essere di supporto favorendo una migliore collaborazione e dialogo interno alle strutture aziendali tra differenti professionisti. Come possiamo mettere in risalto percorsi che promuovono questa possibile coesistenza tra le Risorse Umane, Coach, Medici ed utilizzatori finali dei percorsi benessere. Quali servizi potrebbero essere considerati rivoluzionari?

L’operatore olistico è oggi una figura ancora poco conosciuta in ambito aziendale, ovvero sono poche quelle organizzazioni che iniziano percorsi “olistici” per migliorare il benessere al loro interno. D’altro canto il termine “olistico” è un termine molto ampio che coinvolge più operatori specializzati in più campi e discipline.

Conosco alcuni operatori che hanno già iniziato a proporre percorsi aziendali, per esempio con lo yoga della risata o con le costellazioni sistemiche , ottenendo dei riscontri positivi.

Forse a mio avviso ci vuole più informazione sulle tecniche e sui benefici che alcune discipline “olistiche” possono portare in azienda.

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Raccontaci del tuo progetto e delle bellissime collaborazioni che stai avendo con le associazioni di Alessandria e Genova!

Le associazioni cui ti riferisci sono nello specifico Me.Dea antiviolenza e White Dove onlus, che si occupano del tema della violenza.

La collaborazione con loro nasce da una mia idea di creare un evento nazionale annuale dedicato alla crescita personale e al BenEssere in cui ad ogni edizione viene affrontato un tema diverso che possa aiutare, chiunque lo voglia, a raggiungere la propria felicità e il proprio successo personale. In quanto evento no profit, ogni anno il ricavato sarà destinato a finanziare progetti e associazioni in linea con il tema scelto dell’anno.

Quest’anno siamo insieme per dire Stop alla Violenza.

Il ricavato andrà in beneficenza alle associazioni menzionate.

L’evento si svolge i giorni 8 e 9 settembre a Milano, il sito per iscriversi e per saperne di più è www.accademiasummitfestival.com

Complimenti, ho già dato un’occhiata, bel progetto. Chissà quale mole di lavoro e quanto tempo ha portato via alle tue risorse!

Diciamo solo che ho avuto un periodo un po’ impegnativo e ho fatto ricorso a tutte le mie risorse ed energie per superarlo. Si sa ogni avventura è un’esperienza che ha qualcosa da insegnarci anche se a volte l’insegnamento lo capiamo molto tempo dopo.

Io ho potuto contare sull’aiuto e la collaborazione di molte persone che si sono riconosciute nei miei valori, primi tra tutti gli 11 straordinari relatori che parteciperanno all’evento e, per me, questo è il dono più importante.

Te la senti di lasciare un consiglio per ottimizzare l’energia di chi ci ha dedicato la sua attenzione?

Credi sempre nelle tue capacità, nel tuo essere una persona meravigliosa e nelle infinite possibilità che la vita ti offre!

Troppo facile scivolare in ovvietà parlando ed associando questa tua affermazione a discorsi sulla fortuna. Ecco quindi la tua domanda scomoda, Paola com’è per te la fortuna soggettiva o impalpabile?

Fabiola ti rispondo con questa frase invitandoti ad una riflessione:

“La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità” Seneca

Al termine di questa bella chiacchierata con Paola mentre ci salutiamo ho pensato ad una cosa: “sono fortunata perché…” ed ho pensato a più motivi per cui sentirmi fortunata e grata.

Momenti belli certo, ma in realtà sono più grata a quelli brutti, come credo la maggior parte delle persone, perché senza essi non si cambia.

Il primo fra tutti aver imparato a riconoscere, con grande fatica, quelle che possono essere violenze verbali gratuite ed allontanarmi dalla loro tossicità, lasciando andare con esse l’energia negativa di chi le pronuncia, le scrive o le compie.

E tu caro lettore, a cos’hai pensato?

Un saluto, alla tua fortuna!

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Spazio di approfondimento del progetto Fa.Re. sui professionisti del benessere.

Intervista al coach #9

Prova a fare qui sotto la tua domanda §comoda e chiedi un consiglio personalizzato, la dott.ssa Paola ed io saremo felici di risponderti

Online puoi trovare Paola Grassi qui:

www.accademiaitalianacoaching.it

www.sceglidiesserefelice.it

Linkedin: www.linkedin.com/in/paola-grassi/

Mail: hreactivity@gmail.com

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Se ti è piaciuto questo articolo e non hai ancora avuto modo di leggerne altri, li puoi trovare qui:

Intervista al coach #1 Anna Paola Mastria – La domanda §comoda

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Intervista al farmacista #3 Laura Breseghello – Dott.ssa L. B. farmacista al naturale

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