Elisa Marangio, la grinta della leonessa Vs la delicatezza della farfalla

Una straordinaria storia di cambiamento

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Bentrovato caro lettore!

Immagino che in questi giorni tu possa essere più impegnato/a del solito chiudendo progetti tuoi o di colleghi prima della tua pausa estiva.

Ecco perché vorrei tu ti lasciassi trasportare per pochi minuti nel racconto di una telefonata, quella che potresti fare ad un amico/a che non vedi o senti da qualche tempo, perché logisticamente si trova in una regione lontana.

Driin, driin, driin.

Mi accoglie una voce sottile, quella della dott.ssa Elisa Marangio.

Buongiorno Fabiola!

Buongiorno a te Elisa, felice giornata. Anche per questa volta la tecnologia ci sarà di supporto. Sai che aspettavo un momento tranquillo per parlare in modo più approfondito del benessere applicato al tuo business. Vorrei quindi partire da un breve cenno su come vedi  la crescita delle persone.

“Il solo modo di far diventare grandi le persone è vederle grandi” A. De Vita Zublena

Prende spunto da questa citazione la nostra protagonista che racchiude in sé due anime, una aziendalista e l’altra più legata al mondo del coaching olistico.

Elisa Marangio – Life Style & Business Coach, formatasi presso la Scuola di Coaching MCI Italia, membro di AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti), Presidente dell’Associazione Coaching To Fly. Alle spalle una lunga esperienza nel settore Risorse Umane di aziende italiane e multinazionali, presso le quali ha ricoperto il ruolo di Recruiting, Training & Development Specialist, continuandosi a formare nel campo delle competenze trasversali di tipo personale, cognitivo, relazionale e organizzativo.

Racconta di sé (te lo riassumo), della sua missione nell’allenare le persone e le organizzazioni ad individuare ed esprimere le risorse personali necessarie per conseguire gli obiettivi che più stanno a cuore, vivendo una vita più autentica, piena e soddisfacente.

Elisa, emerge in ogni nostra conversazione l’importanza del benessere fisico e dell’equilibrio psicofisico in ambito lavorativo. Quasi mi sento obbligata a chiederti quanto vanno ad incidere questi fattori nella vita ed in particolare sulla nostra percezione di stress al lavoro?

Per la mia esperienza, tantissimo. Il luogo di lavoro costituisce uno degli ambienti in cui molto di frequente si manifesta lo stress e il disagio sia fisico che psicologico: in tal senso, il luogo di lavoro si rivela anche il luogo privilegiato per la prevenzione e l’intervento.

Ricerche svolte sia a livello nazionale che internazionale dimostrano l’importanza di interventi centrati sul singolo lavoratore ed evidenziano come intervenire sulla persona a livello di benessere non solo aiuta a prevenire e a ridurre i fattori di stress a livello individuale, ma ha una ricaduta positiva e tangibile sull’intera struttura aziendale: avere a bordo persone motivate e serene diminuisce il turnover e l’assenteismo, favorisce la collaborazione tra colleghi e migliora le performance complessive.

Quindi anche tu Elisa trovi che ci sia una relazione diretta tra qualità di vita e produttività e, se ho capito bene, più miglioriamo la nostra qualità di vita più siamo sereni sul lavoro?

Assolutamente sì! Il successo di un’azienda è direttamente proporzionale alla felicità, alla soddisfazione e al grado di coinvolgimento delle risorse umane: da un po’ di tempo, anche in Italia, sempre più aziende stanno comprendendo che fidelizzare i dipendenti non è meno importante di fidelizzare i propri clienti e per questo motivo stanno intensificando il proprio investimento di tempo e di risorse così da comprendere i desideri e le richieste dei propri dipendenti e provare a soddisfarli.

Oggi occuparsi delle risorse umane in un’azienda non significa puntare esclusivamente sugli incentivi economici, ma vuol dire occuparsi anche di aspetti che hanno a che vedere con la sfera emotiva e personale delle persone che nell’azienda ci lavorano, trascorrendovi gran parte della propria giornata.

Per occuparsi e far fronte a tutti questi aspetti, le risorse umane possono fare affidamento su nuove figure specializzate come i coach che, a loro volta, si rivolgono ad altri professionisti promotori di benessere. Quali sono le figure complementari alla tua professione che meglio ti permettono di rendere saldo, duraturo e costante il tuo intervento?

C’è una richiesta sempre maggiore di professionisti che si occupino del benessere delle persone.

Tra le figure più interessanti apparse sulla scena aziendale, oltre naturalmente alla figura del Coach – il quale mira a rendere la persona consapevole delle risorse a disposizione, dei punti di forza, dei talenti da sviluppare e dello stile relazionale e di leadership – abbiamo il Chief Happiness Officer e il Leadership & Learning Manager.

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Cosa ne pensi di tutti quegli strumenti e/o supporti tecnologici che possono essere d’aiuto   per   le   tue   sessioni   di   coaching   favorendo   il   mantenimento   di   una consapevolezza consapevole? (perdona il gioco di parole)

Credo che il programma che tu proponi, alla stregua di tutti i progetti e gli interventi che si basano sul concetto di “organizzazione sana”, vada guardato con estrema attenzione: come qualsiasi comunità, anche l’azienda è il risultato di una combinazione di individui in salute fisica, mentale, ambientale e non solo economica.

Come noi operatori olistici possiamo essere di supporto favorendo un migliore collegamento tra coach e utenti?

La vita del singolo individuo, così come quella dell’azienda, dovrebbe essere sempre finalizzata ad un bilanciamento tra gli aspetti materialistici e quelli spirituali dell’esistenza: il Coach e l’operatore Olistico possono fare squadra, andando a considerare ogni aspetto della persona (mente, corpo, spirito) in relazione al tutto.

Al mondo, sempre più persone avvertono la necessità di essere accompagnate in un percorso di crescita e di cambiamento (sia personale che lavorativo) e chiedono che a guidarle siano professionisti in grado di non sostituirsi ai clienti nelle scelte o nei contenuti. Questa necessità può essere soddisfatta tramite l’Associazione COACHING TO FLY di cui sei Founder e Presidente?

Coaching To Fly, come ripeto spesso, nasce dalla volontà di lanciare il cuore oltre l’ostacolo! Affrontiamo tempi difficili ed una delle parole che sentiamo pronunciare di più è la parola crisi (crisi economica, crisi sociale, crisi dei valori, crisi della famiglia, crisi del sistema ecc), al punto che ci siamo un po’ tutti lasciati convincere che sia estremamente difficile uscirne, se non addirittura in qualche caso impossibile.

Coaching To Fly è la mia personale risposta a questa crisi; una crisi dell’azienda per cui precedentemente lavoravo che mi ha riguardato, ma dalla quale non mi sono lasciata travolgere e che, anzi, ho colto come occasione e opportunità per riflettere su ciò che contasse davvero per me e per rivalutare la direzione da dare alla mia vita professionale.

Si tratta di un progetto basato sull’ottimismo della volontà, sul credere fortemente che ciascuno possa rispondere positivamente ai momenti di cambiamento e alle sfide che spesso si presentano nella vita come ospiti inattesi ed indesiderati, ripartendo da se stessi, da un luogo di rinnovata centralità, presenza e pienezza.

Per le ragioni precedentemente descritte e poiché sono convinta che il cambiamento è un’esperienza assolutamente vitale (la vita è cambiamento e il cambiamento è vita), ho messo a punto un format che ha avuto molto successo e che penso di riproporre dopo l’estate dal titolo “Da Crisalide a Farfalla: una straordinaria storia di cambiamento”. Si tratta di un Workshop all’interno del quale guido le persone in un viaggio di scoperta e approfondimento su ciò che il cambiamento rappresenta, sulle fasi che lo caratterizzano e sui motivi per i quali non dovremmo combatterlo ma accoglierlo in quanto primo tassello di una trasformazione profonda, gioiosa e duratura.

donna farfalla

Hai la mia ammirazione, che coraggio! Non è da tutti capire quando è il momento di  fermarsi, riflettere e magari rivoluzionare, cambiando rotta. Te la senti di fare un regalo, un consiglio pratico per i nostri amici lettori?

Mi sento di richiamare l’attenzione dei Manager su una grande sfida che li attende: quella di vivere il proprio ruolo organizzativo sempre più in termini di leader.

Saper ispirare, saper guidare il cambiamento, saper far crescere il team, saper aiutare le persone a trovare le risorse interiori necessarie per raggiungere l’obiettivo desiderato fa oggi una grande differenza.

In tutto questo, un coach aziendale può essere di supporto.

“Il successo di un’azienda è direttamente proporzionale alla felicità”  Elisa Marangio

Elisa non immagini quanti professionisti stia incontrando che sostengono lo stesso pensiero. Felicità e cambiamento in una direzione che porta ad un vero e proprio processo di evoluzione. All’interno di un percorso, come “Da Crisalide a Farfalla: una straordinaria storia di cambiamento”, però è necessario, ahimè, fare i conti con il tempo che abbiamo a disposizione.

I tempi di ogni individuo per l’elaborazione delle informazioni non sono identici e a volte si rischia di “i(nte)rrompere” questo straordinario processo di trasformazione per imporre tempi che non sono adatti.

Elisa hai anticipato nelle tue risposte precedenti la tua domanda §comoda. Ti senti leader di te stessa, capace di trascinare, trasportare, accompagnare le persone al cambiamento?

Posso raccontarti del mio coraggio di cambiare e di costruire un progetto tutto mio.

Le persone percepiscono il cambiamento che è avvenuto sulla mia persona, al punto da dirmi che porto ossigeno nelle loro vite: osservandomi apprendono che cambiare è frutto di un processo paziente che si snoda nel tempo, riscoprono il desiderio di evolvere e si danno il permesso di ambire ad una vita migliore per se stesse, ad una evoluzione.

Quindi più che sentirmi una leader, posso dirti che sono felice delle scelte che ho fatto fino ad oggi nella mia vita e credo che, in fondo, per essere leader occorrono due “semplici” cose: essere disposti a fare delle scelte e ad assumersene le responsabilità.

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Caspita Elisa! La sensazione di leggerezza che mi arriva ascoltandoti secondo me deriva proprio dal coraggio di un leone, o meglio dalla consapevolezza naturale di una leonessa.

Il giusto equilibrio tra la trasformazione di una farfalla, con la delicatezza dei suoi colori, delle sue sfumature e la grinta, la precisione, la capacità produttiva.

No non voglio certo impressionarti con la mia immagine. Mi piace associarla piuttosto ad un gesto naturale, uno sbadiglio che porta in sé una carica di energia nuova.

Elisa Marangio, farfalla o leonessa? L’immagine che ho visualizzato, seppur al telefono, è quella di una professionista delicata nel porsi e allo stesso tempo determinata nel perseguire obiettivi.

Riprendo la sua citazione iniziale “Il solo modo di far diventare grandi le persone è vederle grandi”. Non più la visione di un “nostro” ego smisurato, piuttosto la proiezione di una o molteplici possibilità unite da una scelta coordinata in piena consapevolezza.

Una scelta tua, ora, nel decidere di crescere.

Per te caro lettore, da entrambe un saluto al volo. Verso la tua grandezza, qualunque essa sia!

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Spazio di approfondimento del progetto Fa.Re. sui professionisti del benessere.

Intervista al coach #8

Prova a fare qui sotto la tua domanda §comoda e chiedi un consiglio personalizzato, la dott.ssa Elisa Marangio ed io saremo felici di risponderti

Eccoti le informazioni di contatto della dott.ssa Elisa Marangio

LinkedIn: https://it.linkedin.com/in/elisa-marangio

Facebook: https://it-it.facebook.com/coachingtofly/

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